01 Feb2016
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In questi giorni l’Italia è profondamente divisa tra sostenitori dei diritti delle coppie omosessuali e difensori della famiglia tradizionale. Il motivo? Il disegno di legge portato in Parlamento dalla senatrice Monica Cirinnà per il riconoscimento delle unioni civili tra persone dello stesso sesso che introdurrebbe anche la stepchild adoption per le coppie omosessuali.

I nuovi diritti contenuti nel ddl Cirinnà

Stepchild adoption

La Stepchild adoption è un insieme di norme che permette ad un membro della coppia, di adottare il figlio biologico del proprio partner, nato da una precedente relazione.

Questa tipologia di adozione, conosciuta anche come “adozione in casi particolari”, serve a tutelare un minore in caso di divorzi, separazioni o alla morte di un coniuge.

L’articolo 5 del ddl Cirinnà apre la stepchild adoption anche a coppie dello stesso sesso, introducendo una piccola modifica alla legge del 1983 sulle adozioni in casi speciali, permettendo così che anche in una coppia omosessuale uno dei due partner possa adottare il figlio naturale del compagno o della compagna.

Il dibattito in Italia verte principalmente sul timore che questo disegno di legge possa aprire le porte alla surrogazione di maternità, o al cosiddetto “utero in affitto”, attualmente vietato nel nostro Paese.

Per questa ragione, una delle possibili modifiche al disegno di legge potrebbe limitare l’adozione solo ai bambini nati prima della formazione dell’unione.

Tuttavia, la stepchild adoption, è una legge di cui le coppie omosessuali sentono il bisogno, soprattutto per la necessità di tutelare i propri figli dalla mancanza di una legislazione nazionale che riconosca i diritti e i doveri delle coppie di fatto.

Molte coppie, soprattutto di donne lesbiche, per poter avere un figlio devono recarsi all’estero per sottoporsi alla procreazione assistita eterologa.

I figli nati grazie alla fecondazione assistita, risultano dunque figli solo del genitore naturale e in caso di problemi del genitore biologico o di eventuale decesso dello stesso, non vengono tutelati dalla legge italiana che li considera quindi orfani nonostante abbiano, di fatto, una famiglia.

Unioni civili

Il ddl Cirinnà riconosce inoltre le unioni civili sia di coppie eterosessuali che omosessuali.

Questo significa l’acquisizione di doveri, ma anche di diritti fondamentali per la tutela di entrambi i partner della coppia, diritti fino ad ora negati.

Qualche esempio? La reversibilità della pensione, la possibilità di designare il convivente per le decisioni riguardanti problemi di salute, ma anche l’introduzione di diritti di successione, con la possibilità di rimanere nella casa in cui si è vissuto insieme o succedere nel contratto di locazione.

Family day e Famiglie arcobaleno: due posizioni a confronto

In questi giorni in Italia c’è chi rivendica con forza i propri diritti e chi, come gli organizzatori e i partecipanti del Family Day, mantiene ferma la propria posizione in difesa della famiglia tradizionale, data dall’unione di un uomo e una donna.

Al Family Day di Roma, tenutosi al Circo Massimo il 30 gennaio 2016, sono stati in tanti a manifestare contro le unioni civili e la stepchild adoption.

A prendere posizione a favore di questa manifestazione, è stato anche il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, utilizzando l’illuminazione interna del Palazzo Pirelli (conosciuto come “il Pirellone”) per comporre la scritta “Family Day”.

La risposta della controparte non si è fatta attendere: tantissime, infatti, le coppie omosessuali che hanno deciso di dimostrare il loro amore proprio di fronte al palazzo del Consiglio Regionale, immortalando decine e decine di baci che sono finiti sulla pagina Facebook “Just Families”.

Il 23 gennaio, inoltre, in tantissime piazze italiane si sono tenute numerose contromanifestazioni a favore del riconoscimento dei diritti delle coppie gay e lesbiche: da Piazza del Pantheon a Roma, a piazza della Scala a Milano, la parola d’ordine è stata una soltanto, #svegliatitalia, hashtag che sta già spopolando sui social, invitando gli italiani a riconoscere l’amore, in tutte le sue forme.

Per noi di FivMadrid, infatti, è proprio l’amore a definire una famiglia come tale, per questo siamo orgogliosi di creare nuove famiglie, unite intorno al dono della vita.

Su un tema così delicato, a prevalere dovrebbero essere la tolleranza e la capacità di considerare anche posizioni diverse dalla propria, perché non sempre è tutto bianco o nero e i legami affettivi, a volte, sanno essere più forti di un vincolo strettamente biologico.



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